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martedì 22 maggio 2012

Terzo Settore e occupazione: una riflessione europea

Da alcuni anni si assiste a un crescente interesse, rispetto al ruolo del terzo settore nella produzione dei servizi ed in particolare di servizi socio-assistenziali; a ciò è corrisposta una evoluzione imprenditoriale del terzo settore che ha visto, accanto alle organizzazioni di volontariato-che hanno come ambito specifico di intervento la sensibilizzazione, la sperimentazione e la tutela dell'utenza- lo sviluppo di altre forme organizzative (come la cooperazione sociale) più inclini  alla produzione di servizi.
Non a caso l'espressione di "impresa sociale", entrata a far parte del linguaggio comune dagli anni ottanta, viene utilizzata oggi  anche nelle pubblicazioni scientifiche, è oggetto di specifici programmi di ricerca e di scambio promossi dalla Commissione Europea.
i processi di de-pubblicizzazione dei servizi  hanno creato le condizioni per la nascita  di un mercato di servizi sociali, i cui attori, sul versante della domanda sono le pubbliche amministrazioni ma anche i privati cittadini, e sul versante dell'offerta le organizzazioni del terzo settore e le imprese private a fini di lucro. 
In questo panorama  molti osservatori hanno sottolineato la crescita di cui si sono rese protagoniste le organizzazioni del terzo settore. E' stata soprattutto la cooperazione sociale ad essere oggetto di studio, anche per la oggettiva maggiore facilità di reperimento dati , dal momento che le organizzazioni con questa forma giuridica sono tenute alla presentazione di bilanci al pari di qualsiasi altra impresa. lo sviluppo di un'offerta di servizi  da parte di organizzazioni di terzo settore ha portato  a ritenere che esse possano svolgere un ruolo significativo nell'affrontare  uno dei maggiori paradossi delle economie europee: la compresenza di bisogni insoddisfatti e di alti tassi di disoccupazione.
Alla base della domanda dei nuovi servizi vi sono i mutamenti nella struttura sociale e nella struttura dei consumi delle popolazioni europee.L'invecchiamento della popolazione genera la necessità di incrementare l'offerta di servizi  di cura alle persone anziane, dell'assistenza domiciliare alle prestazioni di servizio (preparazione pasti, pulizie, riparazioni domestiche, ecc.) che consentono di prolungare la presenza dell'anziano presso la propria abitazione. Bisogna inoltre sviluppare soluzioni residenziali  alternative nel caso in cui la permanenza presso la propria abitazione risulti impossibile.
I maggiori tassi di attività femminili e la maggiore presenza di famiglie monoparentali  comportano una meggiore domanda di servizi nella cura dei bambini e delle persone anziane - maggiore in termini quantitativi  e più articolata nella giornata in corrispondenza della maggiore flessibilità del lavoro e della cura dell'abitazione.
L'urbanizzazione crescente ed il corrispondente abbandono delle zone rurali richiedono molti interventi: la cura delle zone rurali e montane per evitare fenomeni di dissesto idrogeologico e la tutela della qualità della vita delle popolazioni  che continuano a vivere in quelle aree (es. trasporti, commercio); la gestione dei processi di urbanizzazione- soprattutto di quelli che avvengono in modo più repentino, legati ad incrementi di domanda di lavoro in zone industriali- in termini di dotazione delle aree urbane di servizi adeguati e di manutenzione degli spazi (manutenzione delle abitazioni, raccolta dei rifiuti, sicurezza dei residenti, educazione dei giovani problematici). In generale ogni processo migratorio comporta l'esigenza di allestire servizi per le zone che ricevono  i flussi di popolazione e di evitare il degrado dele zone da cui la popolazione fuoriesce, insieme alla gestione delle eventuali conseguenzeecologiche dei processi migratori stessi.  Il maggiore tempo a disposizione legato alla diminuzione degli orari di lavoro  e l'incremento dell'istruzione media della popolazione creano una domanda di prestazioni di servizi immateriali intesa in senso ampio, dall'audiovisivo alla salvaguardia  del patrimonio librario, all'organizzazione di eventi culturali.
Vi sono poi mutamenti di tipo culturale, quali l'accersciuta sensibilità ecologica, che aumentano la richiesta di intervento nei campi della salvaguardia ambientale, dell'allestimento e manutenzione delle aree verdi, della tutela delle acque, della raccolta e del riciclaggio dei rifiuti.
Cambia al tempo stesso il concetto di esclusione sociale, meno legato alla sola mancanza di reddito ma connesso con diversi aspetti  che concorrono a definire il livello  della qualità della vita; e dunque  combattere l'esclusione  sociale  viene a coincidere con il mettere a disposizione del cittadino un insieme di servizi (alloggio, istruzione, trasporti, condizioni sanitarie, possibilità di integrazione), senza i quali non si consegue una qualità della vita accettabile.
Un primo elemento che accomuna questo tipo di nuova domanda è costituito dal fatto che si tratti di domanda di servizi; per altro a questo proposito la Commissione Europea evidenzia come la maggior parte dei posti di lavoro in europa negli ultimi anni sono stati creati  proprio nel settore dei servizi, che è cresciuto anche negli anni in cui l'economia è andata incontro a fasi recessive  con una conseguente e notevole  perdita di posti di lavoro, in molti settori.
Lo sviluppo di questi servizi ha, quindi, una duplice valenza: da una parte essi costituiscono una risposta a bisogni insoddisfatti, dall'altra concorrono alla creazione di opportunità occupazionali innescando un circolo virtuoso tra sviluppo econimico e qualità della vita. Un ulteriore aspetto sottolineato dalla Commissione Europea è costituito dalla dimensione locale di queste iniziative. Si ritiene cioè che le iniziative  imprenditoriali  possano svilupparsi  con maggiore facilità e con migliori risultati all'interno di un rapporto peculiare con cui le comunità locali fruiscono dei servizi prodotti. Si tratta infatti, di attivitàà che, per le loro stesse caratteristiche, si prestano ad essere svolte in modo decentrato e non richiedono, quindi, anche in prospettiva di sviluppo, la concentrazione tipica degli insediamneti industriali tradizionali. Si tratta inoltre di servizi  che richiedono una grande  capacità di cogliere le sfumature di una domanda assai differenziata e in forte mutamento; i servizi considerati possono quindi rivestire  un certo interesse per i potenziali clienti  e modificare le loro abitudini di consumo nella misura in cui sono in grado di andare incontro  con flessibilità e innovazione  a esigenze che ahnno  un alto grado di personalizzazione. 
In terzo luogo per un certo numero di servizi  entra in gioco il fattore fiducia: tutto ciò che concerne la cura della persona, soprattutto se si trova in condizioni di inferiorità, richiede che il prestatore di servizi sia riconosciuto, stimato, ritenuto affidabile dalle famiglie per un'azione così delicata come l'assistenza di persone care. Questo genere di accreditamento spesso si avvale di canali di conoscenza informale, che sono certamente favoriti dalla prossimità territoriale.
In fine la dimesione locale è quella in cui di fatto si realizza in modo naturale  una "supplenza di prossimità" a fronte della minore protezione offerta dallo stao sociale; questo tipo di solidarietà, solitamente caratterizzata da rapporti informali, può costituire una base per lo sviluppo di un'attività di impresa. Le "iniziative locali di sviluppo" assumono pertanto connotati del tutto particolari: sono imprese, in quanto creano posti di lavoro, ma instaurano raporti peculiari con le comunità locali e in quanto nascono  dalle comunità locali,  producono servizi di interesse pubblico rivolti alle comunità stesse. Si suppone quindi che si pongano,  in modo più o meno esplicito, finalità  che non possono esaurirsi  nel beneficio economico dei membri dell'organizzazione di servizio.    
 

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